Pane Solidale: un gesto concreto di pace per le vittime di Gaza
“Non esiste un cammino verso la pace. La pace è il cammino.”
Rozzano, 11–12 aprile 2026 • Parrocchia Santi Chiara e Francesco
Un sacchetto di pane come segno tangibile di solidarietà. È questa l’idea che ha ispirato “Pane Solidale”, l’iniziativa promossa dalla Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus di Rozzano, in diocesi di Milano, a favore delle vittime innocenti di Gaza, attraverso l’organizzazione umanitaria Vento di Terra. Tra sabato 11 e domenica 12 aprile, la parrocchia Santi Chiara e Francesco si è trasformata in un luogo di preghiera, riflessione e dono.
La serata del sabato: bellezza, testimonianza e preghiera
La serata ha preso avvio sabato 11 aprile alle ore 18.00 alla Cascina Grande di Rozzano, con un convegno dal titolo evocativo: “Non c’è pace senza bellezza”. Sono intervenuti Barbara Archetti, fondatrice di Vento di Terra, Diego Torriani, fondatore di Arcò – Architettura e Cooperazione, e Laura Gallo, volontaria cooperante dell’associazione. Con le loro testimonianze hanno restituito al pubblico presente il volto umano di chi vive sotto le bombe, raccontando come la bellezza — nelle sue forme più semplici, dall’architettura all’arte, al pane — possa essere atto di resistenza e speranza. Ha portato il suo saluto "da lontano" don Massimo Mapelli, responsabile Caritas della zona pastorale VI.
La giornata si è poi prolungata nella notte. A partire dalle ore 20.00 la parrocchia Santi Chiara e Francesco ha ospitato una cena condivisa, momento di fraternità e incontro tra i partecipanti. Dalle 22.00 fino alle 7.30 del mattino seguente si è tenuta un’adorazione notturna in chiesa: ore di silenzio, preghiera e intercessione, nella consapevolezza che ogni sacchetto di pane preparato in quella notte portava con sé il peso e la speranza di un popolo lontano.
Domenica mattina: il pane arriva in piazza
Domenica 12 aprile, dalle ore 7.30 alle 12.00, i sacchetti di pane — preparati nella notte con cura e preghiera — sono stati distribuiti in Piazza Foglia. Chiunque avesse prenotato il proprio sacchetto con una donazione minima di 5 euro riceveva non solo il pane, ma anche la testimonianza di una comunità che sceglie di non restare indifferente. Le prenotazioni erano state raccolte nei giorni precedenti tramite un modulo online raggiungibile attraverso il QRcode diffuso sui materiali dell’iniziativa, oppure telefonicamente.
Un gesto piccolo, un significato grande
“Pane Solidale” non è stata soltanto una raccolta fondi. È stato un percorso spirituale: dalla riflessione pubblica sulla pace e la bellezza, alla veglia notturna di preghiera, fino al gesto concreto del pane condiviso. Un itinerario che rispecchia il carisma della Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus, attenta a coniugare fede, carità e presenza nel territorio.
Il ricavato delle donazioni andrà interamente a sostegno dei progetti di Vento di Terra in favore delle popolazioni civili colpite dal conflitto a Gaza. Un piccolo pane, tanta umanità.
Testimonianze
Laura e Diego
<<Il pane solidale è un’esperienza unica e difficile da raccontare. Piena da vivere. Riempie di calore e di speranza. Vedere e condividere l’impegno - che si protrae per un tempo che definire di un giorno e di una notte è riduttivo - con cosi tante persone e tutte diverse è qualcosa di molto speciale. Viviamo un tempo in cui spesso sembrano prevalere egoismi e interessi personali, invece il pane solidale mette in moto una comunità intera: chi pensa, chi dona i materiali, chi mette gli spazi, chi si sporca le mani, chi impasta, chi cuocere, chi raffredda, chi insacchetta, chi carica, chi distribuisce al mercato, chi monta e smonta un gazebo, chi semplicemente passa per un saluto, chi passa e si ferma per pregare, chi passa semplicemente per un saluto o un sorriso di stimolo per chi fa di più e infine chi compra un prodotto che dentro ha il cuore di mille altre persone.
Questo processo è indescrivibile per l’energia e la speranza di cui è generatore. Ho detto all’incontro che questo tempo è un tempo che necessita anticorpi capaci di contrastare un’ idea di superiorità degli uni sugli altri e di violenze e guerre che si nutrono le une delle altre. Io penso che il pane solidale sia un esempio enorme di cosa siano questi anticorpi.
Una comunità intera in cui, ognuno secondo le sue possibilità, si da per fare del bene ad altri che stanno in un altro angolo di mondo. La consapevolezza che siamo tutti collegati. Che ogni pezzo di ogni persona vale. L’idea concreta che l’umanità ha valore e va protetta e nutrita, e che passa dell’attenzione a come si mettono le etichette sul sacchetto, a valutare che ogni panino sia ben fatto, che ogni grammo di farina non sia sprecato.
La notte del pane solidale è una notte di veglia, che non produce stanchezza. Abbiamo riso, lavorato, cantato, impacchettato, chiacchierato, pensato alle persone per le quali facciamo tutto questo, che sono poi, quelle che più di tutto ci insegnano a dare valore alla vita e alla speranza. È il secondo anno che passo la notte del pane con questa comunità che quasi mi è diventata famiglia.
È un’esperienza di cui non posso fare a meno. Immagino che ad aprile dell’anno prossimo saremo ancora qui, e saremo ancora di più.>>
Barbara Archetti
che domenica hanno deciso di mettere sulla propria tavola un
pane speciale, solidale, fatto con amore e pieno di pace.>>
Simona, Sandro, Laura e Cristian
Immagine di copertina gentilmente concessa gratuitamente da Valeria Boltneva (Pexels)
